“Waiting for” Intervista a Mimmo Martorelli. DAL 14 AL 21 GIUGNO 2018 – Micro Arti Visive, Roma.

INVITO_MARTORELLIL’artista Mimmo Martorelli ritorna a presentarsi al pubblico romano il 14 giugno 2018 con “Waiting For” una mostra che non ha il timore di soffermarsi su questioni delicate e spesso considerate scomode della nostra società.
Opere che hanno come temi cardine l’attesa e la migrazione affrontati mettendo in discussione la perdita di identità del singolo, che porta a un forte senso di vertigine e instabilità nel riconoscere ciò che è reale da ciò che è solo mera rappresentazione, con lo scopo ultimo di spiazzare lo spettatore attraverso una ricerca interiore che lo porterà alla considerazione di non avere alcuna certezza su ciò che si è e sulla vera considerazione che si ha degli altri.

 

Il senso di sospensione e alienazione che caratterizzano le opere di Mimmo Martorelli suscitano nello spettatore sentimenti contrastanti, dal senso di estraniazione a quello di totale riconoscimento. Sorprendente è come l’artista sia stato abile nel coniugare elementi linguistici tali da permettere di mandare un messaggio cosi profondo, che anche l’osservatore più disinteressato non può non cogliere.
E di questa analisi cosi ragionata e complessa ha miglior voce in capitolo l’artista stesso, il quale si è reso disponibile nel soffermarsi su alcuni snodi fondamentali del suo linguaggio artistico.

Da cosa è nata la scelta di affrontare in “Waiting For” un tema cosi complicato come l’attesa legato anche al delicato tema della migrazione?
L’ attesa, in senso assoluto, è un segmento del tempo che si colloca in uno spazio compreso tra la vita e la morte di un individuo. Ognuno di noi nella propria vita umana ha memoria degli interminabili istanti di una attesa. L’ attesa a volte prende la forma di un lieto evento, altre volte invece incombe su di noi, palesandoci la nostra impotenza. È un qualcosa che ha a che fare con la nostra esistenza qualcosa apparentemente scontato a cui sembra siamo abituati, ma che ha dentro una sua identità complessa ecco perché ho voluto parlarne. I migranti sono coloro che più di tutti vivono l’ attesa con forte emozione, molte delle loro azioni nella vita e nella società hanno una relazione forte con l’attesa. Sono i protagonisti dell’attesa contemporanea.

Le opere in mostra si presentano come sagome prive di volto, collocate in uno spazio definito ma spesso asettico, riuscendo ad evocare il senso di alienazione di cui oggi tutti siamo vittime in questa società.
Come è arrivato alla scelta di questo dualistico linguaggio artistico?
Tutte le figure umane che dipingo sono reali. Sono persone che ho incontrato per strada o in bus oppure in treno sono a volte conoscenti amici anche parenti. Li osservo senza essere osservato senza che loro si accorgano di me della mia presenza. Li estrapolo dalla realtà perché è il mio punto di vista su di loro che prende il sopravvento. È un punto di vista fatto di intuito , di ricordi, di riflessioni che la figura mi evoca e che contribuisce a creare un effetto estraniante dalla realtà.

Le sue opere si muovono sul confine della pittura intesa nel senso più tradizionale del termine. Da cosa è nata la scelta di associarla a supporti di materiali altri diversi dalla tela?
Non mi sono mai considerato un pittore e sono molto affascinato dai materiali che hanno una tridimensionalità. Questi diventano per me oggetti di studio su come essi interagiscono nello spazio circostante. Tutta la mia pittura è realizzata su supporti
tradizionali carta tela e legno.

Che ruolo può ricoprire l’arte nella situazione attuale, l’input mandato è forte e accattivante, chiaro e diretto allo spettatore, secondo lei quale dovrebbe essere la reazione a una presa di coscienza cosi disarmante ?
Credo che l’arte debba oggi giorno sia prendere delle posizioni ben precise sia porre domande che facciano riflettere sulla nostra condizione umana sociale ambientale politica o economica.

Mimmo1

La mostra Waiting For di Mimmo Martorelli, a cura di Paola Valori e Massimo Sgroi, sarà inaugurata giovedì 14 giugno alle ore 18:30 e resterà visitabile fino al 21 giugno presso lo spazio espositivo Micro Arti visive,  Spazio Porta Mazzini (viale Mazzini 1, Roma).

 

 

-Chiara Russo Spena

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